(La Poesia la conduce per mano)
percuoti la mia anima incendiata alla forgia
( scintillano le immagini nel vuoto di parole )
col martello di sale del mare della logica.
Invano consumi le braccia con ferri e mazzuole. Tetragona ad ogni ragione
la mia visione magari si spezza ma oppone sdegnati rifiuti
ai tuoi colpi e i suoi ghirigori incompiuti. Né alle tue fonti di luce –
della tua pelle pulsante - s’illumina. La Poesia la conduce per mano
dove perfino l’assurdo è un pianeta lontano.
(da “Ultimo quarto”, 2000)

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