Poesia in lingua e in romanesco -
Musica Rock, Blues, Cantautori -
Canzoni "gugaslim"
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Puro io vojjo èsse denunciato perciò strillo “Maroni sei ‘n cojjone!...”, (1) mò ffamme un ricco bbaffo a tortijjone (2) e tte fai ajjutà da ll’avvocato!
Ma ttu guarda ‘sto nano sdoganato (3) dar mijjardario Puffo Sberluffone (4) si ha da commatte co’ ll’Opposizzione co’ le carte da bbollo de lo Stato!... (5)
Ma vaffanculo!... Si qquarcuno dice (… e qqui ggnisuno porta l’orecchini) (6) che ssei razzista ppiù dde Mussolini, (7)
stacce: t’hanno servito bburo e alice… <8> Lo sanno tutti che nun zzei felice si nu’ sdereni negri e mmarocchini! (9)
(Rossopasquino, Febbraio 2009)
GLOSSARIETTO E NOTE: 1. Roberto Maroni, Ministro degli Interni, che ha minacciato di denuncia tutti coloro che, a suo insindacabile giudizio, facciano dichiarazioni a lui ostili o ritenute offensive… 2. FA’ UN BAFFO: non procurare fastidio alcuno; A TTORTIJJONE: rinforzativo del precedente concetto! 3. SDOGANATO: è a tutti noto che senza il concorso del personaggio della nota 4 nessun rappresentante della Lega secessionista e razzista avrebbe mai occupato incarichi di così alto spessore. 4. Indovìnala, grillo!... 5. Sfruttando il potere politico ed economico della sua alta carica. 6. PORTA’ LL’ORECCHINI: essere dei creduloni stupidotti. 7. Riferimento alla promulgazione delle leggi razziali contro gli Ebrei messe in atto da Benito Mussolini. 8. SERVI’ BBURO E ALICI: essere servito a puntino, con tutti i crismi. 9. SDERENA’: conciare per le feste, riempire di botte.
(traduzzione pe’ li bburini e li cispadani):
IL POLITICO DI CLASSE
Anche io voglio essere denunciato perciò urlo “Maroni sei un coglione!...”, adesso procurami dei fastidi, se vuoi, e puoi anche farti aiutare dall’avvocato!
Ma guardate se quest’omiciattolo sdoganato dal miliardario Puffo Sberlufone deve combattere l’Opposizione a suon di carte da bollo a spese dello Stato!..
Ma vaffanculo!... Se qualcuno dice (… e qui nessuno porta gli orecchini) che sei più razzista di Benito Mussolini
devi accettarlo: ti hanno servito la sacrosanta verità… E’ ovunque noto che non sei felice se non fai del male agli immigrati africani.
In camera da pranzo Ci sono i tuoi sapori No non sei andata via Sento la tua canzone Che mi parla d’amore Assaggi la mia vita E mi parli d’amore Con la nostra canzone No non sei andata via Ci sono i tuoi sapori In camera da pranzo
Al sole nel giardino Hai steso i nostri sogni No non sei andata via Osservo i tuoi colori Tra l’oleandro e i fiori Ridi sull’altalena Tra i fiori e l’oleandro Io guardo i tuoi colori No non sei andata via Hai steso i nostri sogni Al sole nel giardino
In camera da letto C’è ancora il tuo profumo No non sei andata via Ti vedo nello specchio Bella nel tuo vestito Di capelli e di neve Nuda nel tuo vestito Di capelli e di latte No non sei andata via C’è ancora il tuo profumo In camera da letto
Beato te che ssi tte conti l’anni nun te pésano come ‘na montaggna su ppe’ la schina (1); che nun te se sfràggnano le palle, sempre appresso a li malanni;
beato te che ssi la bbocca maggna er culo rènne (2); er còre, Dio l’addanni!, va vvia come ‘na moto senzz’affanni e a lletto co’ le donne è ‘na cuccaggna!...
Noàntri (3), un tantinel de cacarella, ‘na frebbiciàttola co’ ddu’ stranuti, fijjetto!, sémo bbelli che ffuttuti:
ce straporteno ne la cassettella! Li vecchi jje conviene a ffà la bbella (4) quanno c’è da ‘nghiottisse fèle e sputi…
(Rossopasquino 2009, Febbraio)
GLOSSARIETTO E NOTE: (*) TITOLO: i vecchi. Le persone anziane.
1. “Sentisse quarcosa su ppe la schina” = essere oppressi da pesi insopportabili, anche in senso metaforico . 2. Traslato dal notissimo proverbio romano:”Quanno la bbocca maggna e ‘r culo renne, se la pijjano in zzaccoccia le medicine, chi le fabbrica, chi le compra e cchi le venne!...” 3. Noi. Per i romani questo non è soltanto un pronome personale ma sta ad indicare un’appartenenza, una condizione sociale, di solito di infimo livello economico o culturale, ma piena d’un orgoglio oltre ogni limite. 4. “Fa’ la bbella…” = andarsene nel minor tempo possibile; sparire dalla circolazione.
(TRADUZZIONE PE’ LI BBURINI E LI CISPADANI):
I VECCHI
Beato te che se ti conti gli anni questi non ti pesano come una montagna sulla schiena; che non ti si sbriciolano i coglioni, sempre oppresso da malanni;
Beato te che che mangi tutto e digerisci; il cuore, Dio lo danni!, ti funziona come una motocicletta senza affanni e quando sei a letto con le donne è una vera cuccagna!...
Noi (invece), un po’ di diarrea, una febbriciattola con due starnuti, figlio caro!, siamo belli che fregati:
ci portano via col carro funebre! Ai vecchi conviene andarsene piuttosto che inghiottire fiele e sputi…
Le città sottoterra hanno tutte lo stesso rancore: sanno di trementina, di abbandono come le facce dei viaggiatori crocifissi lungo le scale mobili.
Quando ti ho conosciuta avevi un urlo incastrato alla gola: volevi scendere dal finestrino per fuggire il silenzio della folla.
Ti ho rianimata sotto il cielo di Roma alla luce azzurrina dei grattacieli. Indossavi il tuo vestito della domenica: a me sembravi nuda come un angelo (da "LAZZARI ED €PULONI" 2000)