Poesia in lingua e in romanesco - Musica Rock, Blues, Cantautori - Canzoni "gugaslim" Dello stesso autore consulta http://gugainbreve.blogspot.com oppure http://gucanga.blogspot.com

lunedì 9 febbraio 2009

NON SEI ANDATA VIA (guga-slim)

In camera da pranzo
Ci sono i tuoi sapori
No
non sei andata via
Sento la tua canzone
Che mi parla d’amore
Assaggi la mia vita
E mi parli d’amore
Con la nostra canzone
No
non sei andata via
Ci sono i tuoi sapori
In camera da pranzo

Al sole nel giardino
Hai steso i nostri sogni
No
non sei andata via
Osservo i tuoi colori
Tra l’oleandro e i fiori
Ridi sull’altalena
Tra i fiori e l’oleandro
Io guardo i tuoi colori
No
non sei andata via
Hai steso i nostri sogni
Al sole nel giardino

In camera da letto
C’è ancora il tuo profumo
No
non sei andata via
Ti vedo nello specchio
Bella nel tuo vestito
Di capelli e di neve
Nuda nel tuo vestito
Di capelli e di latte
No
non sei andata via
C’è ancora il tuo profumo
In camera da letto


venerdì 6 febbraio 2009

LI BBOCCI (*)


Beato te che ssi tte conti l’anni
nun te pésano come ‘na montaggna
su ppe’ la schina (1); che nun te se sfràggnano
le palle, sempre appresso a li malanni;

beato te che ssi la bbocca maggna
er culo rènne (2); er còre, Dio l’addanni!,
va vvia come ‘na moto senzz’affanni
e a lletto co’ le donne è ‘na cuccaggna!...

Noàntri (3), un tantinel de cacarella,
‘na frebbiciàttola co’ ddu’ stranuti,
fijjetto!, sémo bbelli che ffuttuti:

ce straporteno ne la cassettella!
Li vecchi jje conviene a ffà la bbella (4)
quanno c’è da ‘nghiottisse fèle e sputi…

(Rossopasquino 2009, Febbraio)

GLOSSARIETTO E NOTE:
(*) TITOLO: i vecchi. Le persone anziane.

1. “Sentisse quarcosa su ppe la schina” = essere oppressi da pesi insopportabili, anche in senso metaforico .
2. Traslato dal notissimo proverbio romano:”Quanno la bbocca maggna e ‘r culo renne, se la pijjano in zzaccoccia le medicine, chi le fabbrica, chi le compra e cchi le venne!...”
3. Noi. Per i romani questo non è soltanto un pronome personale ma sta ad indicare un’appartenenza, una condizione sociale, di solito di infimo livello economico o culturale, ma piena d’un orgoglio oltre ogni limite.
4. “Fa’ la bbella…” = andarsene nel minor tempo possibile; sparire dalla circolazione.


(TRADUZZIONE PE’ LI BBURINI E LI CISPADANI):

I VECCHI

Beato te che se ti conti gli anni
questi non ti pesano come una montagna
sulla schiena; che non ti si sbriciolano
i coglioni, sempre oppresso da malanni;

Beato te che che mangi tutto
e digerisci; il cuore, Dio lo danni!,
ti funziona come una motocicletta senza affanni
e quando sei a letto con le donne è una vera cuccagna!...

Noi (invece), un po’ di diarrea,
una febbriciattola con due starnuti,
figlio caro!, siamo belli che fregati:

ci portano via col carro funebre!
Ai vecchi conviene andarsene
piuttosto che inghiottire fiele e sputi…

(guga)

mercoledì 4 febbraio 2009

NAUFRAGIO


Quando il pallore di un corpo senza vita
allagherà il tuo cuore refrattario
invano la mente cercherà di strapparti
all’abisso

I tentacoli del ricordo stringeranno l’anima
in una morsa tanto forte da risucchiare l’aria
e i polmoni deserti invocheranno un pianto
di redenzione

Si affrancherà negli occhi il caleidoscopio
dei minuti fratturati in frammenti d’attesa

Inutilmente reciterai quel nome
che vivo brancolava nell'onda del rifiuto

(2009, Febbraio)

domenica 1 febbraio 2009

SOTTERRANEA


Le città sottoterra
hanno tutte lo stesso rancore:
sanno di trementina,
di abbandono
come le facce dei viaggiatori
crocifissi lungo le scale mobili.

Quando ti ho conosciuta
avevi un urlo incastrato alla gola:
volevi scendere dal finestrino
per fuggire il silenzio della folla.

Ti ho rianimata sotto il cielo di Roma
alla luce azzurrina dei grattacieli.
Indossavi il tuo vestito della domenica:
a me sembravi nuda come un angelo

(da "LAZZARI ED €PULONI" 2000)

venerdì 30 gennaio 2009

ZONA INDUSTRIALE


I fianchi aperti della Tiburtina, dal Cimitero Monumentale di Portonaccio,
i magazzini di Cherubini, la Benz Mercedes, passando per la Caserma dei Bersaglieri,
Ponte Mammolo, Tiburtino Terzo, oltre la fabbrica di Penicillina,
sotto le torri di Salivetto, verso e più in là del Raccordo Anulare,
unica speranza di futuro d'una città cresciuta per dispetto.

Ovunque i segni d'una fame irredenta: capannoni pericolanti, cattedrali
arroganti d'un capitalismo becero ed accattone, incapace di essere utile
all'operaio e al padrone; case popolari, panni a stendere, risse di comari,
la radura dove un giovane indiano fu crocefisso al Palo della Tortura
per non so quale fùtile motivo.

L'ansa dell'Aniene, spiaggia privata, d'Estate, dei guitti di San Basilio,
si tuffava, a sinistra, verso il Fosso di Sant'Agnese e più aspri conflitti;
le tenute sterminate di Gianni: distese verdi, dal fiume verso la Via Nomentana,
di terre mai coltivate a frumento, nel dopoguerra, forse perchè destinate
a campi da golf o pascolo per i cavalli.

Su questa dorsale nevrotica un popolo non ancora sconfitto:
una massa di giovani non asservita ancora a droghe o televisioni,
capace di edificare il futuro su uno straccio orgoglioso,
di alzare l'anima chiusa in un pugno, attenta a non lasciarsi depredare del sogno.
Come quel pomeriggio di Luglio del Sessanta,
quando lasciò all'unisono fabbriche e stabilimenti
perchè a Piazza della Piramide, tra i caroselli dei "tassinari",
precipitava il Governo Tambroni.


(arrivammo dall'Aventino insieme alle jeep
e i carrettoni non c'erano più sampietrini
quando ci caricarono raccogliemmo i proiettili
caldi dei cavalli dei fratelli D'Inzeo
e li lanciammo sulle facce di quei superbi cavalieri
la notte a San Vitale ci fecero neri
di botte scientificamente coi manganelli
di sabbia giovani agenti e vecchi celerini
con gli occhi degli sconfitti rigonfi di rabbia)


(Dalla raccolta "DISANCORATO", senza data)

domenica 25 gennaio 2009

DONNE E SSORDATI


Si tte ce vò ‘n zzordato p’oggni donna (1)
stai messo male, caro Pinocchietto!... (2)
Dichi che nun l’hai detto?!... Si!... L’hai detto
e hai fatto ‘n quippeqquo dde la madonna! (3)

Io te la dico, Sirvio, (2) chiara e ttonna
la verità: tu ffai tropp’er galletto
e hai rotto ‘r cazzo!... Vatt’a ffà ‘n giretto
co’ le sorche romane a la Ritonna! (4)

Com’òpri bbocca spari puttanate,
offenni tutti, ghiggni, fai ‘r gargante,
parli a vvànvera, ggiri le frittate

e qquanno che tte còjjeno in fregante (5)
impapocchi ‘na sfirzza de stronzzate
da fa ‘ncazzà ppuro l’anime sante!

(Rossopasquino, 2009 gennaio)

GLOSSARIETTO E NOTE:
1. Testuale affermazione del personaggio della nota 2, poi naturalmente smentita da lui stesso e dai suoi acritici reggicoda…
2. Indovìnela, grillo!
3. DE LA MADONNA: rinforzativo assoluto del concetto precedentemente esposto.
4. Il Pantheon, famoso per le colonie di gatti e, naturalmente, di sorci.
5. IN FREGANTE: in flagrante ma, furbescamente, mentre cerca di fregarti.


TRADUZZIONE PE’ LI BBURINI E LI CISPADANI:


Se hai bisogno di un soldato per ogni donna
hai dei gravi problemi da risolvere, caro bugiardo!...
Dici che non l’hai detto?!... Si!... L’hai detto
e hai commesso un gravissimo qui pro quo!

Io te la dico, Silvio, chiara e tonda
la verità: tu sei troppo prepotente
e ci hai proprio stancato!... Vai a farti una passeggiata
insieme ai topi romani al Pantheon!

Ogni volta che apri bocca esterni concetti indegni,
offendi tutti, ghigni, fai l’arrogante,
parli a sproposito, falsifichi la verità

e quando ti colgono in flagrante
inventi una sfilza di stupidaggini
da far uscire dai gangheri anche le anime sante!


(guga)

sabato 24 gennaio 2009

MAGGIO E' UN RAGAZZO



maggio è un ragazzo distratto che siede nell'ultima fila
trasale ogni tanto - all'urto dell'onda del mare di facce
non vede la vecchia signora vestita di nero che stanca

vorrebbe sedere

la vecchia signora vestita di nero che stanca vorrebbe sedere
riflessa negli occhi sbarrati dell'onda del mare di facce
che fissa e non vede il ragazzo distratto seduto

nell'ultima fila

(1990, marzo)

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