Le città sottoterra
hanno tutte lo stesso rancore:
sanno di trementina,
di abbandono
come le facce dei viaggiatori
crocifissi lungo le scale mobili.
Quando ti ho conosciuta
avevi un urlo incastrato alla gola:
volevi scendere dal finestrino
per fuggire il silenzio della folla.
Ti ho rianimata sotto il cielo di Roma
alla luce azzurrina dei grattacieli.
Indossavi il tuo vestito della domenica:
a me sembravi nuda come un angelo
(da "LAZZARI ED €PULONI" 2000)

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