Ma ddico(1) dimme 'mpo', ma 'sta “bbrunetta”(2)
ch'a nnoàntri(3) ce dice fannulloni
nun è ora de dajje la paghetta (4)
e sservijje du' carci a li cojjoni?...(5)
No, perché ddico... Statte bbòno!... Aspetta: (6)
pare che gguadambiasse(7) li mijjoni
senzza fa 'n cazzo<8>, pare, la maschietta(9)
più ppeggio(10) de li peggio forchettoni!(11)
E, ddico, adesso rompe li zzarelli(12)
a nnoàntri(3) e sse 'nventa, l'infamona!,
li Medichi Fiscali e li tornelli...(13)
Ar monno nun c'è 'na perzzona bbòna!
... e sse sprèmeno tutti li ciarvelli(14)
pe' mmannà le facenne a la carlona!(15)
(Rossopasquino, 2008 Ottobre)GLOSSARIETTO E NOTE:
*TITOLO: Lamentazioni del dipendente statale.
1.Intercalare tipico romanesco, quasi una balbuzie mentale.
2.Equivoco furbesco riferito al Ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, trasformato addirittura in una femmina...
3.Noi (ma il pronome con le sue vocali larghe e trascinate sta quasi ad indicare un'appartenenza di classe).
4.Darle la ricompensa che merita (detto in tono minaccioso).
5.Prenderla a calci sui testicoli (la qual cosa fa a pugni con l'appellativo “brunetta” appioppato al Ministro!).
6.Stai buono!... Aspetta un momento (sottinteso: adesso sentirai che notizia!).
7.Guadagnasse.
8.Senza meritarseli, a buon mercato, indebitamente...(Il soggetto parlante si riferisce, forse, ad alcune notiziole circolate in rete secondo le quali il solerte e severo Ministro non fosse tale quando si trattava di farsi gli affari suoi...)
9. Continua l'equivoco burlesco sul cognome dell'On. Brunetta.
10.Superlativo... superassoluto, frequentemente usato dai romani.
11.Profittatori, speculatori (particolarmente riferito ai politici).
12.Come dire “rompe i coglioni”.
13.Le visite fiscali a casa dei dipendenti in malattia e gli ostacoli girevoli controllati all'ingresso dei posti di lavoro.
14.E tutti cercano di inventare qualche marchingegno.
15.Per far sì che le cose vadano alla meno peggio (naturalmente dal punto di vista – interessato! - dell'impiegato protagonista del sonetto...)

(Note a cura di guga)
Canzone autobiografica di persona, per differenti motivi, cara ai due autori...
(
a cura di guga)
Dopo la melodia, l'arrangiamento e il canto, il grande SLIM si supera confezionando un VIDEO a dir poco superlativo! Buona visione e buon ascolto!!
La morte aveva occhi di plastica ed ali
di vetro
Nel vento dei respiratori in silenzio
di pietra
Non aveva neanche un minuto
e tutto il tempo del tempo
Accarezzava
le tue mani calde
le mie urla smorte
Maggio 1989
(al Compagno Guido, ché non si perda nella memoria...)
gli assassini hanno coperto di muschio l'attesa della vigilia
dal Paese di Utopia sono entrati nel gioco con armi giocattolo
seminando proiettili giocattolo hanno brindato nel sangue del Compagno giocattolo
intensa ora sbigottita la lanugine del tempo toglie dal capo al moribondo
non albe né fuochi ardono sgomente tenebre impallidite nell'urlo
si sono infranti i minuti sull'asfalto nel mattino con denti di pioggia
confusi nella folla ed alla folla ostili feroci detumescenze vivono
(1981)
(Nota fuori testo):
Ho scelto il verso lungo perché nell'officina del poeta non ho trovato altro artificio, diversa figura retorica che potesse rappresentare l'arresto del respiro conseguente all'urlo infinito ed angosciante dei mitra e dei kalashnikov.
(ai martiri del terrorismo)
soltanto strapperemo ai loro occhi
immagini sognate - lungamente
purificate - dove il pianto antico
insopito dolore non acquieta
e l'arso fico d'india della storia
immoto al sole di remote facce
d'amore odio assoluto nutrimento
disarmato e violento - vetta e abisso
immolandoli al dio feroce - questo
soltanto strapperemo ai loro occhi
(1978)

Con trentamila dita nella gola
La strada vomitò il fecaloma.
Con rinnovati abiti ricevette
Sulla lingua la particola Fanya.
Arroventato il tramonto
Piroettò su se stesso e precipitò
Nell’imbuto rosso dell’urlo.
Rantolando - la notte
Il corpo avvizzito offrì
Alle cure rabbiose
Dei canti e gli slogans.
(da “CANCELLARE LE STELLE”, 1970)
NOTA:
La poesia è dedicata, per interposta persona – la sorella minore Fanya – alla militante per i diritti del popolo nero Angela Davis, incarcerata per le sue idee dal governo americano.
Fanya, al fine di portare la “via crucis” della sorella a conoscenza di tutto il mondo, intraprese un lungo viaggio anche tra le capitali europee.
A Roma fu accolta da una moltitudine di 30.000 persone acclamanti e partecipi, tra le quali l'autore di questo testo.