“… marciano lentamente
canuto fiume in piena
verso il ‘supermercato della pena’
dove andranno a scambiare
uno strazio dell’anima
con qualsiasi dolore…”

Con la coscienza al nikel-cromo
di quando avevo quintali di fame –
ettolitri di sete.
Amavo la mia città –
puttana da miliardari
che puoi soltanto sfiorarla
con gli occhi e i desideri.
Mio padre aveva un cane
che accarezzava
coi piedi e col bastone
fino a quando fu morso nel cuore –
rinnegato padrone.
... e poi sono partito –
evaporato per le strade assolate
di un giorno mai trovato.
(da POESIE SPARSE, 2005)

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